Abbiamo da poco finito di testare il set di ruote Carbon+ EVO (a questo link l’articolo dedicato), ma come spesso facciamo su prodotti con un certo contenuto tecnico abbiamo intervistato chi ha pensato a questo set ne ha seguito progettazione e sviluppo e ottimizzato il progetto negli anni.
Per questo ringraziamo sin da subito Carlo Rinaldo per l’intervista squisitamente tecnica che ci ha concesso!

Ciao Carlo, grazie mille per l’intervista partiamo subito con alcune domande prettamente tecniche dopo il nostro test sulle Carbon+ EVO.
Quanta ricerca c’è stata dietro la scelta del tipo di carbonio e quanto in generale la direzione delle fibre e il loro intreccio influiscono e differiscono le ruote per adattarle a diverse discipline?
Ciao ragazzi e un saluto a tutti i lettori di mtbworkshop.com. Lo sviluppo delle nostre ruote in carbonio è il risultato di un lavoro di affinamento portato avanti negli anni in stretta collaborazione con lo stesso partner produttivo. Questa continuità ci ha permesso di integrare in modo efficace il know-how industriale con l’esperienza maturata direttamente sul campo, sia in ambito racing sia nell’utilizzo gravity ed e-bike.
La prestazione di una ruota in carbonio non dipende esclusivamente dal “tipo di fibra” utilizzata, come spesso viene comunicato in maniera semplificata. Il vero valore progettuale risiede nella combinazione tra fibre, orientamento dei layer, tipologia di intreccio, resine di ultima generazione e strategie di laminazione. Ogni variabile influisce direttamente sul comportamento dinamico della ruota: rigidità torsionale e laterale, capacità di assorbimento, resistenza agli impatti, precisione di guida e durata nel tempo.

L’orientamento delle fibre viene studiato in funzione della disciplina di utilizzo. Una ruota destinata all’XC richiede massima reattività e contenimento del peso, mentre in ambito enduro o e-bike è fondamentale gestire carichi elevati, impatti ripetuti e maggiori sollecitazioni torsionali. Per questo motivo il layup viene differenziato con precisione, così da ottenere rigidità dove serve, capacità di smorzamento nelle zone strategiche e affidabilità elevata in ogni condizione di utilizzo.
L’obiettivo finale non è semplicemente realizzare una ruota leggera, ma creare un sistema perfettamente bilanciato con mozzi e assemblaggio di alto livello, capace di offrire performance, controllo e affidabilità reale al biker evoluto.
I mozzi Bike Direction che tipo di target progettuale seguono o hanno seguito in fase di sviluppo? Sono previsti anche modelli per formati SuperBoost?
Lo sviluppo dei mozzi Bike Direction è stato orientato fin dall’inizio verso un obiettivo preciso: garantire massima affidabilità strutturale e meccanica anche negli utilizzi più gravosi, inclusi quelli tipici delle moderne e-bike ad alta coppia.
Per questo motivo sia il corpo mozzo sia il sistema di supporto dei cuscinetti sono stati progettati con dimensionamenti oversize, in modo da aumentare rigidità, durata e capacità di sopportare carichi radiali e torsionali elevati. Anche la meccanica interna, particolarmente sollecitata nelle applicazioni e-bike, è stata sviluppata con grande attenzione all’affidabilità nel lungo periodo.
La scelta del sistema di ingaggio Star Ratchet nasce proprio da questa filosofia progettuale: ridurre al minimo le criticità meccaniche, distribuire in modo più uniforme i carichi e garantire innesti rapidi, precisi e soprattutto estremamente affidabili anche sotto forte coppia.

Attualmente la gamma è focalizzata esclusivamente sullo standard Boost, che riteniamo oggi il miglior compromesso in termini di compatibilità, rigidità e diffusione sul mercato. Sono disponibili differenti configurazioni di corpetto per adattarsi alle principali trasmissioni presenti sul mercato. Al momento non sono previsti sviluppi dedicati allo standard SuperBoost.
Com’è nata la partnership con PippoWheels per l’assemblaggio delle ruote? Quanto incide l’esperienza di PippoWheels sul risultato finale dell’assemblaggio?
La collaborazione con PippoWheels dura ormai da oltre tredici anni ed è nata dalla volontà di affidarci fin da subito a un riferimento assoluto nel settore dell’assemblaggio ruote ad alte prestazioni.
Sebbene internalizzare il processo sarebbe stato più semplice e meno oneroso, abbiamo scelto di collaborare con uno dei migliori assemblatori a livello internazionale, oggi partner di marchi premium come ENVE e Santa Cruz Bicycles. Questo perché siamo convinti che la qualità dell’assemblaggio incida in modo determinante sul comportamento finale della ruota, tanto quanto la qualità dei componenti utilizzati.

L’esperienza maturata da PippoWheels, unita all’utilizzo di strumentazioni e procedure di assemblaggio avanzate, consente di raggiungere livelli di precisione estremamente elevati. Durante il montaggio vengono effettuati processi di assestamento controllato, calibrature tramite celle di carico e verifiche di tensionatura estremamente accurate, fondamentali per garantire stabilità nel tempo e uniformità di comportamento dinamico.
Sono proprio questi dettagli, spesso invisibili all’utente finale, a fare la differenza tra una ruota semplicemente assemblata e una ruota realmente di alto livello. I risultati ottenuti in oltre un decennio di utilizzo sul campo confermano la bontà di questo approccio: i casi di ritensionatura richiesti dai clienti sono stati estremamente limitati, a testimonianza di un’affidabilità e di una stabilità strutturale ai massimi livelli.
Quali futuri sviluppi sono previsti per eventuali modelli futuri?
Attualmente la gamma Carbon+EVO ha raggiunto un livello di maturità progettuale molto elevato, sia sotto il profilo prestazionale sia, soprattutto, in termini di affidabilità. I riscontri dei clienti e l’esperienza accumulata negli anni confermano la validità delle soluzioni adottate.
La nostra filosofia non è quella di inseguire continuamente la novità per ragioni puramente commerciali. Preferiamo evolvere i prodotti solo quando esiste un reale vantaggio tecnico per il biker, evitando aggiornamenti marginali che rischierebbero soltanto di rendere rapidamente obsolete (a svantaggio economico del Biker) ruote ancora perfettamente attuali e performanti.

Gli sviluppi futuri saranno quindi mirati e concreti. Attualmente l’area in cui prevediamo possibili evoluzioni riguarda principalmente il segmento gravel, dove il mercato e gli utilizzatori stanno orientandosi verso canali interni sempre più larghi per migliorare supporto dello pneumatico, comfort, trazione e versatilità di utilizzo.
Ringraziamo ancora Carlo e a presto per nuovi test e nuove news sempre su mtbworkshop.com
PHOTO E VIDEO CREDITIS: www.mtbworkshop.com





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