MTB Trip

MTB Trip – Sellaronda MTB in senso orario: da fare una volta nella vita!

Un’altra avventura alla mtbworkshop è stata completata. Partiamo dalla pianificazione. L’idea era di fare semplicemente il Sellaronda MTB Orario in un giorno e il giorno dopo magari qualche trail singolo tipo “Tutti i frutti” ecc.

Per una serie di motivi il tutto sembrava rinviato al prossimo anno così si decide per fare due giorni tra Andalo e Fai della Paganella pernottando Spormaggiore.

Un weekend in famiglia di trekking con passaggi vicino al giro del Sellaronda però ha aperto la strada e ha reso tutto più avventurso…

IL PIANO

Partenza alle ore 4.30 da Imola il sabato arrivo alle 8.30 a Campitello di Fassa per prendere la funivia del Col Rodella e iniziare il giro.
Chiuderlo entro le 16.30 e partire per il check-in a Spormaggiore delle 18.30. Cena, relax e il giorno dopo ticket 4 ore per scorrazzare sui trail di Andalo e Fai.

Facile a dirsi ma a farsi? Scopriamolo

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LA PARTENZA

Carichi a molla siamo i soliti due amici e pilastri di mtbworkshop.com. Partenza puntuale alle ore 4.30 e lisci come l’olio si arriva ad una Campitello di Fassa freddina, parliamo di circa 4° al parcheggio. La vestizione a cipolla è di obbligo così come una buona dose di protezioni. Biglietti giornalieri fatti velocemente grazie al totem che ti fa saltare una bella fila.

La funivia nuovissima con cabine enormi ti fa guadagnare circa 1000 mdsl e si parte a circa 2400 di altezza per il primo trail ICARUS

PRIME FASI

Icarus è un trail molto divertente che porta proprio al Passo Sella verso la Città dei Sassi con la Marmolada sempre sullo Spondo e Sassolungo e Sassopiatto dall’altro lato. Le prime curve in parabolica ci ricordano che oggi fa freddo e all’inizio della settimana ha piovuto quindi leggero ghiaccio sulle sponde.
Ma ci ricordiamo anche che siamo a metà settembre con una situazione critica di brakebumps cosa che ritroveremo anche al Paganella, ma è da conviverci siamo quasi a chiusura stagione, godiamoci i trails così come sono.

DA COL RODELLA A PLAN DE GRALBA – EASY JUMP

Prima nostra interpretazione personale del giro, preferiamo non fare il family trail ma provare a vista la Easy Jump. Panettoni grandi ma non impossibili certo a vista e con un giro ancora da fare e tempi stretti abbiamo preso tutto in modalità esplorativa provando, ma neanche troppo a tirare qualche salto. Terreno buono anche se alcuni tratti bagnati ma buon feeling. Trail se fatto più volte e più spesso permette dei bei ricordi in “air-time” con ottima sicurezza.

DA PLAN DE GRALBA A DANTERCEPIES II

Il trasferimento tramite la funivia a gomito DANTERCEPIES I e II è facilissimo e siamo subito attratti da diversi trail fuori traccia come Cir-Tiera.
Ma la nostra Cir si chiama Giara e quindi giù per un bellissimo Giara Trail, sponde, panorama e giusta velocità.

Un susseguirsi di curve che dolcemente porta fino al Passo Gardena. In quel weekend c’era anche il Sellaronda Bike Day asfaltato quindi la quantità di rider in bici nei pezzi di trasferimento era veramente impressionante.

DAL PASSO GARDENA A CORVARA IN BADIA

Tutto un trail unico il “Frara” lunghissimo, tecnico il giusto. Ma la cosa bella di questo Sellaronda Orario è la giusta quantità di attenzione da dover tener sui trail che ti permette anche di guardare il panorama, ovviamente nei tratti meno guidati. Uno spettacolo che si imprime nella mente come una cartolina!

FUNIVIA BRAIDA FRAIDA – PIZ BIOCH (2079 m)

Arrivati qui al Piz Bioch c’è un bel trail di connessione fino a Pralongia e poi inizia il bello, una discesa con qualche strappettino in salito fino alla pausa pranzo, occhio solo a non prendere la deviazione per il “pistino FILE”, comunque ben segnalato.

ARABBA E L’IMPREVISTO

Pausa pranzo fatta con classico uova patate e speck e della birra e si riparte per funivia Portavescovo, davvero imponente e una volta scesi da porta vescovo l’imprevisto degli imprevisti e il giro si trasforma per me che scrivo (Edo) in una sopravvivenza.

USCITA CABINOVIA PORTAVESCOVO

Noto la ruota anteriore stranamente lenta, ma dopo la serie di vibrazioni devastanti di tutto il giro, penso ci possa stare, anche se la mia FOX 38 ha il morsetto sul fodero destro ben stretto.

Decido di stringere il perno, e ad un certo punto sento un rumore molto netto che nella mia mente riecheggia in tutta la valle insieme alle mia espressione gelida. Il perno, almeno a parte filettata gira a vuoto. Spezzato!! Ma come è possibile? Non era il classico Kabolt di FOX ma un altro. Non scendo nei particolari ma comunque è un perno che ha ceduto e ripenso alla scena in garage in cui guardo il perno originale e decido di non portarlo perché mi do del “solito esagerato” da solo. E invece siamo qui con ancora km per arrivare a Campitello e tutto l’ Infinity Trail da fare, tra le altre cose il più bello. Ci guardiamo con il mio fratello e amico di una vita Filippo e entriamo in modalità pazzia/sopravvivenza, già collaudata. La FOX 38 ha il morsetto, il perno non esce lateralmente proviamo a scendere.

Piano piano con una andatura ridicola e tralasciando tutte le brutte parole uscite e girate in testa arriviamo al Pordoi e all’ Infinity trail che nome nomen, non vedevo l’ora finisse.

La Specialized Status si è comportata alla grande, di guida ci abbiamo messo del nostro e così si porta a casa, al super limite il Sellaronda in senso orario ma soprattutto in orario. 16.20 al parcheggio nonostante il mega gigantesco imprevisto che poteva porre fine ai giochi.

CONCLUSIONI

Giro spettacolare, uno di quelli da mettere nella “to do list” nella lavagnetta in garage e da fare almeno una volta nella vita. Tecnicamente abbordabile e con gli impianti in senso orario fattibilissimo lasciando massima concentrazione al rider e divertimento per le sole parti in discesa e guidate con pochissimo dislivello positivo effettivamente pedalato. Tutta la zona della Val di Fassa è ottimamente fornita con tantissimi servizi per i rider e una community attivissima. Prezzi in generale cibo e cabinovie in linea con in tempi duri del periodo ma se organizzati bene è una avventura che si può pianificare su tutti gli aspetti. Nel complesso puro giro all-mountain in pieno contatto con la magnificenza delle montagne!

About the author

Edoardo

29 anni, Ingegnere meccanico. Grande appassionato di mountainbike fin dall’adolescenza nonchè di outdoor sports, mountaineering, trail building e meccanica applicata allo sport e competizioni. Adoro i single track veloci che alternato tratti flow e con salti naturali ed artificiali di media entità a tratti con radici, rock garden, gradoni in cui tecnica equilibrio e  conoscenza del mezzo vanno messi in primo piano.

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