MTB Trip

MTB Trip – Il fascino dell’Ebike sui sentieri del Monte Cimone

Siamo da poco rientrati al parcheggio è una domanda mi pervade. Ma alla fine questa E-bike oggi cos’è? Cosa permette effettivamente di fare? E’ veramente possibile avere gruppi in cui sono presenti sia E-bike che bici senza motore? Cosa mi ha dato in più oggi?

Partiamo dalla fine di un giro che analizzavamo da tempo ma che, per problemi di tempo e di incertezza sull’allenamento abbiamo spesso rimandato. Alla fine abbiamo trovato con il gruppo la quadra. Chi vuole con la mtb classica chi non se la sente affitta una E-bike e partiamo per una avventura durata circa 7 ore in sella partendo da Fanano, passando per Sestola e risalendo fino in cima al Monte Cimone per poi tornare a Fanano tramite i sentirei 425 e 427.

LA SCELTA DELL’ E-BIKE

In realtà non avevo un modello preciso in mente. Il negoziante mi propone una Focus Sam2 con Bosch CX Performance Gen 4, 750 Wh di batteria montata di tutto rispetto con Fox 38 Kashima, freni XT 4 pistoncini, cambio a filo Shimano XT e un buon mono DHX Performance con molla da 450 libbre. Il feeling è stato immediato, basta fare le classiche regolazioni sia al cockpit e alle sospensioni secondo i nostri parametri e siamo già a casa. Il modello in questione aveva poi poco più di 100 Km all’attivo, praticamente nuova. Sapevamo di questo modello solo un difetto, la poca luce a terra del movimento centrale per conformazione del telaio.

L’AVVENTURA

Sono solito porre molta attenzione quando si va ad esplorare posti nuovi e sentieri abbastanza wild come mi era stato detto da chi era già passato. Avvertito anche del km di portage da fare proprio per arrivare in cima al Monte Cimone. Considerato il tutto, caricato la traccia e graziati da un meteo ottimo si parte abbastanza presto. Alle 9 siamo già in sella al parcheggio di Fanano con la Focus accesa in modalità ECO al 100%.

Il dubbio era se avessi avuto la necessità di caricare la batteria e se l’assistenza ECO sarebbe stata sufficiente per alleggerire una bici comunque di 25 kg e più di peso.

Partiamo subito in salita verso Sestola e su asfalto è tutto semplice. La bici ha una bella presenza e si fa sentire nei movimenti rispetto a una classica mtb senza motore. Anche il rotolamento delle ruote è facilmente udibile considerando due Magic Mary da 2.6″ che però torneranno utili in discesa sui sentieri del Cimone.

Fanano – Sestola e dritti verso al Cimone sembra scorrere tutto liscio con un consumo di batteria di tutto rispetto siamo al 73% residuo quando le cose cominciano a farsi serie. Potevo tranquillamente non portarmi con me il carica batterie che comunque non pesa e non ingombra molto.

Superato il Rifugio Pian Cavallaro inizia il vero unico problema di oggi: il portage. Forse la mancanza di esperienza, ma prima di tutto il peso davvero importante è molto complicato salire fino al Cimone facendo un km di portage alternato al “walk mode” della Focus. Per fortuna in compagnia si fa squadra e con l’aiuto dei compagni di avventura si trasporta in modalità processione la Focus fino in cima. Devo ammettere che da solo avrei avuto il triplo della difficoltà a raggiungere la cima.

Questo è un aspetto non da poco e da non tralasciare che mi fa pendere verso le nuove all-mountain con batterie da 800 Wh e pesi contenuti sui 20 -21 kg unendo massima autonomia e motori più che potenti e un risparmio di peso non da poco in queste situazioni: vedi Teewing e Amflow per esempio.

DALLA CIMA SI PUO’ SOLO SCENDERE

Una volta arrivati in Cima pranzo leggero e si inizia subito a scendere. Scendiamo un po’ rigidi all’inizio perché non conosciamo nulla né i sentieri né la bici. Apprezziamo però il feeling che ci ha dato in salita e confermato in discesa da parte della Focus dopo pochi metri.

Bisogna stare centrali e lasciarla scorrere. La bici vola sopra ogni cosa con i suoi 180 mm di escursione, più la lasci andare più prende velocità più gli ostacoli vanno via senza accorgersene. Incredibile!

Incredibile anche la stabilità che da nello stretto (la taglia M girà tranquillamente nello strettissimo) e la possibilità di giocare con i freni permette di fermarsi e ragionare su quale linea prendere e il baricentro basso ti da il pieno controllo. Se invece la faccenda si fa veloce, molto veloce e magari esce qualche salto lungo il trail ha una stabilità incredibile, sicuramente il mix perfetto tra peso, spinta del motore ed equilibrio generale e componenti all’altezza.

Arriviamo così a completare senza problemi un trail difficile come il 425 fatto alla cieca ma senza problemi sfruttando a pieno sia il motore quando serve nei rilanci (abbiamo usato solo modalità ECO e TRAIL+) e con ben 2000 metri di dislivello positivo pedalati con una batteria residua del 40% al parcheggio a chiusura dell’anello.

CONCLUSIONI

Forse la parte più importante? No anche il trail ad anello merita tantissimo di essere fatto con qualsiasi mtb vogliate basta essere tecnicamente preparati e prendersi il proprio tempo. Le conclusioni sono comunque che la E-bike non è da demonizzare. Ha il suo perché, permette a chi non è sicuro del proprio allenamento, di affrontare un giro lungo 40 km per 2000 metri di dislivello e con l’uso della testa si riesce a convivere anche con chi sicuramente soffriva di più in mtb “muscolare”. Permette di stare meno tempo su una salita e godersi a fuoco la discesa. Permette questo ed una miriade di cose ma apre anche e soprattutto le porte a fare gruppo. Ovvio che un gruppo di sole E-bike cambia tutto e cambia sia il tempo e le distanze che si posso e vogliono fare. Ma una E-bike usata appunto con la testa è parte integrante del mondo della mountain bike.

Tecnicamente è ovvio che trail affrontati al doppio della velocità o alcune salite che con la muscolare sei costretto a scendere, con una E-bike cambia l’approccio cambia la sfida. Ma come detto anche davanti ad una birra con gli amici, non bisogna abbassare la guardia. Bisogna a mio avviso rimanere allenati anzi, ancora più allenati a livello anaerobico, perché il peso te lo devi portare tutto in giro e soprattutto in discesa o nei cambi di direzione rapidi o nel tecnico lento.

Cambia l’approccio si aprono modi diversi di affrontare i trail siamo come tecnica che come tempistica. Si paga un po’ ovunque il peso e l’aggiunta della paranoia dell’autonomia residua, ma a mio avviso, solo su trail molto lunghi ma si da spazio a nuove interpretazioni e possibilità a chi ha poco tempo ma vuole allenarsi bene, a chi vuole prendersela più tranquilla un giorno in salita perché vuole concentrarsi sul trail e perché no su quello che ha intorno.

E-bike, in sintesi, se usata con al testa sia in gruppi specialistici che in gruppi misti, è un altro ramo di questo bel mondo che chiamiamo mountain-bike!

Grazie per aver letto fino a qui e seguici su mtbworkshop.com e sui IG.

About the author

Edoardo

29 anni, Ingegnere meccanico. Grande appassionato di mountainbike fin dall’adolescenza nonchè di outdoor sports, mountaineering, trail building e meccanica applicata allo sport e competizioni. Adoro i single track veloci che alternato tratti flow e con salti naturali ed artificiali di media entità a tratti con radici, rock garden, gradoni in cui tecnica equilibrio e  conoscenza del mezzo vanno messi in primo piano.

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