Test

TESTED – Impianto frenante HighTech BCA Performance

Oggi vi presentiamo un test di un prodotto totalmente made in Italy che abbiamo provato in maniera assidua per tutto il periodo finale del 2023. Stiamo parlando dell’impianto frenante completo anche di dischi più pastiglie HighTech BCA Performance 

Avevamo già provato l’impianto in un precedente test (qui il link), ma l’impianto attuale è stato rivisto in diversi punti per aumentarne performance e procedure di prima installazione.

CARATTERISTICHE

Come si legge anche nella “Mission” del Brand, utilizzando un prodotto BCA, che sia disco, o impianto frenante, non si può che aspettarti una qualità costruttiva elevata al pari delle prestazioni. Aspettative più che confermate. Rispetto al precedente impianto sono state ulteriormente migliorate le finiture superficiali in termini di resa estetica ed anche ergonomia (successivamente parleremo del test anche della seconda coppia di leve che ci è stata fornita).

Resta un impianto caratterizzato, sulla carta, da un sistema a doppio pistoncino, sia per quanto riguarda l’impianto posteriore sia per quello anteriore. Tubazioni in treccia e pinze e pompanti ricavati dal pieno con il classico processo di anodizzazione che dona quel particolare tocco estetico che distingue tutti i prodotti BCA.

Il materiale utilizzato è prevalentemente alluminio 6082, mentre il disco ha una pista frenate in AISI 420 trattata e lavorata.

  • Pastiglie con ampia superficie frenante, per consentire un miglior grip tra disco e pastiglia e avere una maggiore dissipazione del calore
  • Tubo anteriore 950mm
  • Tubo posteriore 1850mm

INCLUSI NEL PACCHETTO:

  • 1 freno anteriore BCA Performance da 950 mm
  • 1freno posteriore BCA Performance da 1850 mm
  • 2 paia di pastiglie

NB: Dischi da acquistare separatamente

INSTALLAZIONE

Il processo di installazione possiamo da subito affermare che è stato molto migliorato rispetto al modello che abbiamo testato in precedenza. Non abbiamo dovuto installare nessuna ralla o distanziale calibrato tra pinza e supporto pinza ne nella parte anteriore ne nella parte posteriore. Installazione rapida, soprattutto perché abbiamo utilizzato un telaio per il test con passaggio cavi esterno in modo da sfruttare il primo azzeramento/spurgo effettuato da BCA.

Una volta installato il sistema anteriore e posteriore abbiamo inserito le pastiglie originali BCA e effettuato una delle due procedure di azzeramento suggerite dal manuale.

Abbiamo aperto la vaschetta superiore della leva, con sistema in posizione quanto più orizzontale possibile. Questo ci ha permesso anche di portare i pistoncini (di dimensioni considerevoli) all’interno della loro sede, quindi avere il perfetto assetto per il centraggio sui dischi. Abbiamo effettuato un paio di pompaggi con vaschetta aperta per far risalire eventuali bolle d’aria.

Ultimo passaggio è stato verificare che il livello di olio (DOT) sia al di sotto del bordo di circa 3 mm, come suggerito da BCA stessa.

Richiusa la vaschetta, si nota subito la grande prontezza del sistema, perfettamente equilibrato ed in pressione.

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TEST SUL CAMPO

Abbiamo deciso di affidare ad uno dei nostri tester una mtb con l’impianto BCA in modo da utilizzare in ogni uscita, condizione, trail lo stesso mezzo e raccogliere quante più informazioni possibili.

Ovviamente la prima fase è stata la più delicata ed accurata, un rodaggio scelto appositamente da noi (non è necessario) più dolce del previsto proprio per assicuraci di esprimere il massimo delle potenzialità offerte dal pacchetto completo BCA. Quindi una prima uscita di 20 km in cui abbiamo permesso alle pastiglie di adattarsi al massimo alla superficie del disco BCA con attacco 6 fori e allo stesso tempo verificare ulteriormente presenza di eventuali residue di bolle d’aria e serraggi.

Al termine del rodaggio, da una potenza frenate inizialmente non ottimale (ma tutto secondo il protocollo) abbiamo raggiunto il massimo dall’impianto e cominciato a ragionare sul feeling e sulla risposta agli impulsi del rider/tester.

Abbiamo ritrovato anche in questo impianto sensazioni molto simili al nostro precedente test, ma con una efficienza migliore e soprattutto una gestione migliore della forza impressa e trasformata dall’impianto in forza frenante.

Avendo testato diversi sistemi frenanti, il sistema BCA è l’unico da due pistoncini che si comporta, per semplificare il concetto, sia come un due pistoncini che come un sistema a quattro. Estremamente modulabile, soprattutto in fase di guida alla cieca, permette di stare letteralmente attaccato sui freni senza avere fenomeni di fading o corse della leva che cambiano durante discese lunghe. Quando però si cerca il nose-press o lo stoppie o una frenata più energica, il sistema diventa super reattivo e mordente sul disco.

Dischi che dopo mesi di test e centinaia di metri di dislivello sono esteticamente come nuovi e non hanno mai sofferto di flessioni o surriscaldamenti.

La sensazione che abbiamo provato a descrivervi è incredibile e anche difficile da far credere o rendere al meglio a parole, ma esattamente il sistema sembra connesso con il nostro pensiero e le nostre aspettative sul comportamento che vogliamo ottenere senza mai essere in ritardo di reazione o con comportamenti inaspettati. Il tutto aiuta ad ottenere un feeling pressoché immediato con l’impianto e concentrarsi sul trail o su altri aspetti della guida, non certamente sulla frenata e su sue eventuali problematiche.

Nelle ultime settimane di test abbiamo avuto la possibilità di provare anche una coppia di leve che BCA ci ha fornito che hanno un interasse fra, asse di rotazione e perno di regolazione posizione leva leggermente minore dello standard (parliamo di mm).

L’effetto è quello di ottenere una corsa più ridotta ed una frenata più netta e decisa, meno modulabile per certi aspetti. Per chi preferisce un freno più on-off e deciso questa variante di leva è sicuramente da installare.

Pochi millimetri ma che cambiamo molto il feeling e comportamento del freno a sottolineare quanto la ricerca di BCA sia sempre costante e attenta al minimo dettaglio, al fine di offrire un prodotto di livello alto all’utente finale.

CONCLUSIONI

Stiamo parlando di un sistema dal prezzo di 940 euro escludendo i dischi, un prezzo elevato ma di un impianto estremamente performante con una concorrenza rara nel mercato. E’ un investimento ma in base al proprio budget, esigenze o particolari aspetti che si vogliono enfatizzare della propria mountain bike, sicuramente non è un sistema che delude l’utilizzatore finale.

Sarà sicuramente difficile tornare al sistema frenante precedente. Ovviamente per tanti rider questo sistema potrà offrire livelli di prestazioni che potrebbero essere raggiunti con altri più economici semplicemente perché non si ha questa esigenza di prestazioni ed efficienza, ma non c’è da dimenticare che questo impianto ha tecnologie importate direttamente dal mondo motorsport, opportunamente adeguate. Inoltre, al tempo stesso, è in grado di essere estremamente efficace anche per un utilizzo ebike senza soffrire di velocità o pesi e quindi inerzie e stress maggiori.

Considerando il mercato attuale ebike in termini di prezzo e offerta di componenti, questo impianto potrebbe essere la naturale evoluzione per avere qualcosa all’altezza del mezzo.

Noi continueremo a guidare il nostro “muletto” test ma siamo certi che spesso tornerà in mente quel feeling e quella prontezza che l’impianto BCA ci ha offerto senza mai fallire ad ogni uscita.

About the author

Edoardo

29 anni, Ingegnere meccanico. Grande appassionato di mountainbike fin dall’adolescenza nonchè di outdoor sports, mountaineering, trail building e meccanica applicata allo sport e competizioni. Adoro i single track veloci che alternato tratti flow e con salti naturali ed artificiali di media entità a tratti con radici, rock garden, gradoni in cui tecnica equilibrio e  conoscenza del mezzo vanno messi in primo piano.

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