Test

TESTED – Zerode Katipo: dannatamente letale!

Nell’ultimo mese e mezzo abbiamo avuto modo di testare una bici insolita, una mosca bianca nel panorama italiano, ma alla fine è questo tipo di mezzi che ci piace portare all’interno di MTBWORKSHOP!

L’abbiamo vista sul web, quasi per caso, abbiamo contattato i ragazzi di Zerode (molto gentili e disponibili), ed alla fine eccoci qui, pronti a raccontarvi come ci siamo trovati in sella alla loro creatura!

Ultimamente abbiamo testato diverse bici con il sistema Pinion ed ogni volta è una piacevole sorpresa riutilizzarlo, silenziosità ed efficienza e bassa manutenzione ne fanno da padrona.

L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE:

La Katipo si presenta come una top di gamma, infatti nel montaggio troviamo dei bei pezzi da 90.

Il reparto sospensioni è affidato a FOX, all’anteriore troviamo una Fox 36 da 170mm con cartuccia grip 2 e trattamento Kashima, mentre al posteriore un Fox Float X2 sempre Kashima e 160mm di travel.

Inutile dire che il colpo d’occhio che da la colorazione del telaio, in questo caso denominato Tann, ed il trattamento Kashima delle sospensioni è veramente notevole, un bel vezzo estetico.

L’unico a non essere “Kashimato” è il reggisella da 200mm (in taglia large) di BikeYoke, fulmineo!

Telaio completamente in carbonio, cosi come i cerchi da 29” di casa South Industries, precisamente i South END29 montati su mozzi Hope Pro4, non proprio componenti di primo prezzo ecco.

Il montaggio si completa con il manubrio, sempre in fibra di carbonio, di produzione Zerode e impianto frenante Magura mt7 con rotori HC-Storm da 203mm per l’anteriore e 180mm al posteriore.

Per la trasmissione troviamo equipaggiato un Pinion a 12 velocità il C1.12, non una novità tra le nostre pagine, ma ancora è un sistema che non sta prendendo piede, una scelta ancora ad oggi coraggiosa.

Un montaggio di tutto rispetto per la versione DELUXE, che permette anche di poter scegliere se montare Fox 36 o 38 e Float X2 o DHx2 allo stesso prezzo, di cui parleremo poi (se proprio non resistete vi lascio il link qui, bello comodo: sito ufficiale Zerode).

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Ma tutto sto ben di dio come si muove?

PRIMO CONTATTO: LO STUDIO

 

IN SALITA

Inutile girarci attorno, la salita non è il suo forte, vi spiego il perchè.

La posizione in sella, sebbene fosse grandicella per la mia altezza di 172cm, non è affatto male! Si sta bene eretti anche se l’angolo tubo sella di 75.5° non è verticalissimo.

I problemi purtroppo iniziano quando si comincia a pedalare, il Float X2 non riesce a bloccare a dovere, quindi gran parte delle energie vengono sprecate nello squatting della sospensione, ma oltre a questo ( che su una bici da enduro potrebbe passare anche in secondo piano), la rapportatura di questo Pinion fa si che con il rapporto più agile si pedala un sacco, ma senza portare a casa metri in termini di avanzamento; Facendo un paio di confronti con compagni di uscita, il 32×52 che viene montato sui cambi Sram GX per esempio ti da molto più avanzamento, mentre Pinion ci dice che l’ultimo “pignone” è equiparabile ad un 60 denti, un po’ troppo.

Avanzando di rapporto ed inserendo il 2° in termini di agilità però, ci scontriamo con un incremento eccessivo rispetto a quello che ci saremmo aspettati.

Quindi o pedali ad una cadenza troppo alta per non fare metri, oppure il rapporto risulta troppo “duro” per permetterti di salire in agilità, un vero peccato perché il sistema merita di trovare il proprio spazio nel mondo della MTB, basta correggere il tiro.

Non abbiamo notato alcun malfunzionamento durante tutta la fase di test, il Pinion è comunque un prodotto particolare, e come tale bisogna comprenderlo al meglio per cominciare a far entrare i rapporti in maniera fluida.

Tutto questo testato da un rider con un allenamento nella media, ma evidenziato anche da rider con una forma fisica più spinta.

IL MORSO E’ AVVENUTO

VELENO TOTALMENTE IN CIRCOLO: BIKE PARK DAY!

Passiamo alla parte divertente!

La discesa è proprio il suo pane, abbiamo portato la Katipo sui sentieri di casa, ma anche in bike park! 

Ci siamo scontrati con ogni tipologia di terreno e trail, dal veloce compatto, al naturale scassato, e la bici ha continuato a darci soddisfazione un trail dopo l’altro.

L’escursione di 170mm data dalla FOX 36 ci è stata molto d’aiuto, e con le giuste regolazioni, ci ha permesso di trovare il setting su ogni terreno, anche se nell’acquisto valuterei il fatto di installare direttamente una FOX 38, la 36 in alcune situazioni l’ho avvertita ballerina, piccole inerzie sia chiaro, ma avendone la possibilità…grosso è meglio.

I 64° sterzo sono il giusto compromesso, non troppo aperta rispetto alla piega che sta prendendo il mercato in questo momento, ti permettono ancora di poterla guidare in maniera giocosa, con un passo di 1245mm non la si avverte troppo lunga ed ha una bella direzionalità data anche dalla rigidezza del triangolo anteriore.

Al posteriore troviamo un sistema sospensivo reinventato da Zerode, loro lo chiamano “Real pivot”, si traduce in un carro solido e preciso, la bici non si siede molto sul posteriore, rimane bella sostenuta e solo quando il terreno diventa rotto ci si accorge della capacità di assorbimento che ha questo sistema sospensivo in combinazione ad un ottimo (a livello discesistico) Float X2.

Sul Pinion solo pregi in discesa, no si muove nulla, grazie anche al tensionatore della cinghia posto sotto la corona anteriore, zero rumore in discesa, si percepisce una grande scorrevolezza data dalle ruote in carbonio che rispondono bene anche quando le pompiamo dentro alle paraboliche del park, ed in fine solo il soave suono della ruota libera Hope a fare da sottofondo ai nostri momenti di riding.

CONCLUSIONI

Possiamo dire si essere stati totalmente assuefatti da questa Zerode Katipo per la sua estrema efficienza nel segmento per cui è nata. Non è una bici totale e bisogna scendere a compromessi, ma nel suo campo di utilizzo non lascia scampo a nessuna preda!

La Zerode Katipo è un’enduro che nelle sezioni gravity ci è piaciuta moltissimo, si fa apprezzare lo schema sospensivo, l’immediatezza nel cambio direzione e delle geometrie non estreme ma che ci garantiscono una guida molto divertente.

Però un’enduro deve anche sapersi arrampicare, lei lo fa? Ni… nel senso, bisogna capire come sfruttare il Pinion nella maniera corretta, nel cambio rapporto bisogna avere quel micro rallentamento perché sotto sforzo non cambia, l’ammortizzatore montato di serie fa disperdere energia, il sistema a cinghia da anche la sensazione di essere più “legato” di un sistema di trazione convenzionale…tutti piccoli problemi che non ci fanno godere a 360° questo bel progetto messo in piedi da Zerode.

Secondo noi però, una destinazione di utilizzo ideale sarebbe nell’ambito bike park, alla fine non si ha deragliatore posteriore, zero manutenzione alla trasmissione e baricentro basso dato dalla posizione centrale del cambio… magari montata con il 9v e 38/DHX esce una bella bomba da furgonate!

Il prezzo della versione in test è di 8395 euro, ma si parte da 7495 euro.

Un prezzo giusto per la qualità del montaggio, ma su questa fascia di prezzo la concorrenza è agguerrita.

Promossa?

Si, ma solo quando le ruote puntano verso il basso… in salita, rimandata.

PHOTO CREDITS: mtbworkshop.com

VIDEO CREDITS: mtbworkshop.com/Cristopher Pizzo

ZERODE KATIPO: L’endurona con cambio integrato!

About the author

Edoardo

29 anni, Ingegnere meccanico. Grande appassionato di mountainbike fin dall’adolescenza nonchè di outdoor sports, mountaineering, trail building e meccanica applicata allo sport e competizioni. Adoro i single track veloci che alternato tratti flow e con salti naturali ed artificiali di media entità a tratti con radici, rock garden, gradoni in cui tecnica equilibrio e  conoscenza del mezzo vanno messi in primo piano.